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el Chapulin

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Everything posted by el Chapulin

  1. el Chapulin

    CDJ 2000 Mk2: BeatSync

    Parole sante
  2. el Chapulin

    CDJ 2000 Mk2: BeatSync

    Provate con il tasto sync a mettere a tempo due pezzi di salsa... anche simili... sai che galoppate... Con la musica elettronica e la cassa netta è molto semplice, esistono generi dove anche il tasto sync è inutile (come il contatore di bpm).
  3. el Chapulin

    CDJ 2000 Mk2: BeatSync

    Ho l'impressione (ma è soltanto una mia impressione) che questo CDJ-2000 Nexus durerà poco in listino... Chi vivrà vedrà... potrei anche sbagliarmi ma mi ricorda tanto un canto del cigno... di un particolare prodotto... il CDJ. Pensateci un'attimo anche Voi.
  4. el Chapulin

    CDJ 2000 Mk2: BeatSync

    Tanti aspettano ciò che anche Tu aspetti... Ma il fatto che sino ad oggi non sia ancora uscito niente non vi inizia a "puzzare"? A Pioneer o a Denon non interessa più di tanto fare prodotti per far girare S/W di terzi (NI, Rane, Virtual DJ). In questa ottica dovete cercare di inquadrare meglio l'Aero... un prodotto semplice in grado di lavorare senza un PC (grande cosa in fatto di affidabilità) aperto alle applicazioni di terzi (ma a chiunque non ai soliti di prima) e che magari in un futuro farà girare il loro S/W proprietario.
  5. el Chapulin

    Test Ecler Nuo 4.0

    Ho ascoltato negli ultimi tempi diversi mixer, ma l’impressione generale che mi sento di condividere con Voi colleghi è che alcuni marchi sono veramente arrivati a toccare standard di assoluto livello. In questo periodo di “crisi” mondiale il rapporto qualità/prezzo sui prodotti professionali è diventato molto importante e soltanto pochi brand attualmente garantiscono questo tipo di prodotti. Fatta eccezione per le grandissime aziende giapponesi Pioneer e Denon, che riescono a proporre elettroniche di ottima fattura (ma anche prodotti da “catalogo”), sono a mio avviso due le aziende estremamente attive nel settore mixer che meritano l’attenzione di Noi professionisti, la pluripremiata ed osannata Allen & Heat , sempre più vittima però della sindrome di pioneer, ovvero quella sopravvalutazione del listino oppure come vogliamo chiamarla “io sono io e faccio questi prezzi” che permette ad altre aziende di entrare nel mercato grazie a questo “malcostume”. L’ Ecler, la simpatica azienda Spagnola sforna prodotti di eccellente qualità, ed il prodotto provato in questo test è davvero un campione; il Nuo 4.0 sembra essere nato per sostituire commercialmente il famoso UREI (altra azienda di cui sentiremo la mancanza) 1603, infatti ne condivide le caratteristiche, è un 4 canali analogico completo, non troppo grande e senza fronzoli, questa macchina compete (con un prezzo molto vantaggioso) in un mercato dove oramai ci sono rimasti pochi concorrenti su quella fascia di prezzo (dopo la dipartita di UREI), il DJM 600 è ormai fuori produzione, siamo in attesa del DN-X1100 ma bisogna vedere quanto costerà… poi si sale con il prezzo. L’UREI 1603 era sonicamente ineccepibile, dotato di una verve molto marcata, ed inoltre il suo assemblaggio era molto buono (considerando il suo prezzo), tuttavia nel suono del Ecler Nuo 4.0 c'è qualcosa di diverso rispetto agli altri mixer, qualcosa di nuovo che non ricordo di aver mai rilevato nella precedente serie Nuo. Ecler Nuo 4.0 suona infatti in modo sorprendentemente dolce e delicato, e tratta il segnale musicale con insolito garbo e gentilezza, pur se in un contesto deciso ed autorevole come è lecito attendersi da un prodotto professionale di questo tipo. Le qualità soniche del mixer in questione mi portano a effettuare un test molto più approfondito, poiche il pre referance adottato per il test è risultato inferiore al suddetto mixer, quindi abbiamo sostituito il riferimento con un pre della Nad (C162) per avere una più credibile analisi. Nel suono del Nuo 4.0 non si avvertono scelte di impostazione musicale artificiose, tese ad ammorbidire ed addomesticare alcune gamme di frequenza a vantaggio di altre: il basso c'è tutto, solido, esteso e potente, ben coadiuvato da un mediobasso agile e mai gonfio. Elegante la gamma media, dolce e delicata e tuttavia decisa e ben presente, fonde ottimamente con una gamma medio alta giustamente valorizzata ma mai urlata od esasperata, fino a sfociare in una gamma alta molto ben rifinita ed ariosa. Ecler Nuo 4.0 all'ascolto, impressiona per la notevole morbidezza di fondo, che tuttavia non va a scapito della prestazione dinamica. Questa, alla prova dei fatti, è notevolissima, al pari della velocità, ragion per cui il tutto deve essere probabilmente ricondotto essenzialmente al modo che il pre ha di proporre il messaggio musicale, estremamente accurato e naturale. Un'impostazione musicale che predilige il vinile? Non saprei dirlo, in epoca digitale sarebbe quantomeno “coraggioso”da parte di Ecler. Certo è che l'interpretazione proposta dal Nuo 4.0 ricorda molto da vicino la prestazione timbrica dei migliori mixer con pre-phono di altissimo livello degli anni 80/90, con però una maggiore energia e controllo in gamma bassa, il test con un giradischi Thorens e puntina Audiotecnica ha dato risultati molto buoni. La ricostruzione dell'immagine virtuale non presta il fianco a critiche di rilievo, e risulta amplia ed a fuoco in tutte e tre le dimensioni (sia con CD che con vinile), dando modo all'ascoltatore di leggere agevolmente le architetture dei suoni e delle composizioni. Anche in questo caso, però, sembra che ad essere privilegiata sia la visione d'insieme piuttosto che i singoli elementi. L'interpretazione sembra infatti rifuggire i chiaroscuri esasperati, privilegiando invece la pastosita, la plasticità ed il colore complessivo. E tutto questo, si badi bene, senza significativi sacrifici in termini di precisione e focalizzazione. Un risultato davvero insolito, in quanto ho sempre considerato le due cose mutualmente esclusive, e trovarle assieme ben valorizzate in un solo apparecchio è cosa piuttosto rara. La qualità dei componenti e l’assemblaggio di questo mixer è elevatissima, il montaggio è praticamente perfetto, non ci sono “giochi” di slider che non sembrino “voluti” dal progettista, la sensazione che trasmette al tatto è di estrema sicurezza, quella sicurezza che solo un analogico puro sangue ti può dare. Inoltre, ha i level meter (per altro precisissimi) separati per canale (che indicano il livello in ingresso), le uscite XLR (cannon) per i canali principali ed il Booth, ed un layout ordinato. In conclusione questo mixer è davvero il miglior analogico ascoltato sino ad ora nella sua fascia di prezzo, nella mia personalissima classifica dedicata ai 4 canali analogici ci sono : 1) Ecler Nuo 4.0 2) Urei 1603 (fuori produzione) 3) Technics SH-MZ1200 /Pioneer DJM 500-600 (fuori produzione)
  6. el Chapulin

    CDJ 2000 Mk2: BeatSync

    Concedetemi un piccolo OT: Bisogna avere pazienza, cercare e muoversi, anche oltre confine e mai restare fermi ad aspettare che tutto cambi... le abitudini musicali del nostro bel paese nascono dall'ignoranza musicale che da circa una quindicina di anni purtroppo le Radio (principalmente i Network Nazionali) diffondono. Un tempo era diverso... c'erano tante radio locali (certo molte erano naif) e quindi tante voci diverse... tanta scelta e tanti professionisti che potevano diffondere cultura musicale... oggi invece vanno di moda dietro ai microfoni i personaggi televisivi... ed i programmatori musicali "copia e incolla"... che tristezza... meno male che internet ci salverà dalla mediocrità. Non fermiamoci al locale "in" della nostra città... se è il caso usciamo dalla nostra città-regione-paese, tenete duro.
  7. el Chapulin

    CDJ 2000 Mk2: BeatSync

    Il prodotto sul quale Pioneer è convinta di fare GOAL è l'Aero. E' ne sono convintissimo anche io... non hanno bisogno di niente altro, sarà il prodotto che venderà di più, si parla già di supporto Android per una futura realease di rekordbox (sempre più completa) completamente FREE e TRAKTOR & CO. sono belli e serviti per le feste, inoltre i codici sorgente di rekordbox per android saranno liberi e quindi molte applicazioni sempre gratuite sul market di Android supporteranno l'Aero... quindi basterà un tablet Nexus7 e questo controller... ed il gioco è fatto... poì sarà soltanto la fantasia e la cultura musicale a fare la differenza fra i deejay... la cultura musicale (e non gli auto bpm o syncro o come si chiamano)... come ieri anche domani.
  8. el Chapulin

    CDJ 2000 Mk2: BeatSync

    Il CDJ-2000 ed il CDJ-900 entro la fine del 2012 sono fuori produzione, inoltre si vocifera (fonti molto attendibili di forum statunitensi) che l'850 si fermerà alla fine del 1° semestre del 2013... peccato è la fine di un'epoca. Si dice anche che potrebbe venir fuori un player semplificato "CDJ-250" o affine.
  9. el Chapulin

    Nuovo Pioneer XDJ-Aero

    Pioneer ha finalmente dopo molti anni sfornato un prodotto degno del suo nome. La caratteristica di Pioneer di essere antesignana delle tendenze tecnologiche mondiali nel campo consumer ( e quindi pioniera) si era negli ultimi anni sbiadita. Nel campo DJ PRO ricordo soltanto pochi altri prodotti che rivoluzionarono il mercato, "perle" come il CDJ-100S ed il CDJ-1000... poi il resto è stato soltanto un rivedi e correggi... adesso con questa consolle aperta spaventosamente al futuro pioneer ha davvero il coraggio di mettersi in gioco, di sconfessarsi commercialmente (si anche di rinnegare i CDJ... pensateci), di guardare oltre. Sarà davvero difficile a settembre continuare a vendere i CDJ (ma anche i vecchi controller), ma vi assicuro che sarà difficile ancor di più per Denon e NI e per tutti gli altri. Sono stato tante volte critico nei confronti di questa azienda perché ne conosco le potenzialità, oggi nel momento più buio a causa della crisi commercialmente più grave attraversato dalle case giapponesi (SONY, Panasonic, Sharp) dopo tanto tempo posso dire che Pioneer è davvero tornata, "all'avanguardia della tecnica".
  10. el Chapulin

    Nuovo Pioneer XDJ-Aero

    Come aveva annunciato il CEO di Pioneer lo scorso anno, la politica di pioneer è chiarissima... vendere vendere vendere. Il CDJ-2000 rimarrà in listino e per un annetto ancora rimarranno il CDJ-850 & 350. Il mercato è paurosamente crollato per pioneer nel primo semestre 2012 per il mercato PRO (USA) un pesante -72% che invece cresce per i prodotti NI Vestax e Numark... adesso si corre ai ripari anche perché soldi in giro non ce ne sono e questo prodotto ha le carte in regola per sbaragliare tutto il mercato subito. Pensate che con tutto ciò al momento la DDJ ERGO-V è il secondo più venduto controller al mondo ed il calo di pioneer non deve essere letto come un disfatta ma semplicemente come una mutazione del mercato perché prima pioneer vendeva tantissimi player mentre adesso non più (almeno non come prima). Penso che questo controller sarà un nuovo riferimento industriale per i prossimi anni.
  11. el Chapulin

    Test Dn-x120

    Recensione del Mixer Denon DN-X120. Piccolo è piccolo, o meglio minuto “striminzito” o “Bonzai”, ma ha tutto davvero tutto ciò di cui ha bisogno, 2 Canali e 4 ingressi (2 line+ 2 Phono) , fader , ingresso microfono, uscita jack 6,3 mm e RCA. La sua semplicità fa quasi innervosire ma era anche una prerogativa del suo predecessore DN-X100, da me provato in passato (nella stessa catena audio) e che si esibì senza infamia ne lode, diciamo che mi piacquè. La mia vera curiosità era vedere quali sono le reali differenze frà due prodotti (DN-X100 & DN-X120) IDENTICI ma prodotti il primo in Giappone ed il secondo in Cina. Tutto ciò è molto bello ed interessante, ma come si comporta all'ascolto? Come suona questo mixer? Bene, in realtà non suona per niente. Non c'è. Certo è difficile notare le sue dimensioni ed il suo peso (visto che è così piccolo), ma musicalmente è in grado di fare la più grande delle magie: scomparire. Siete solo voi e la musica, nessun preamplificatore di mezzo. E' un effetto misterioso, quasi inquietante. Ho usato un lettore CD piuttosto modesto per le prove, un vecchio ma validissimo NAD, ma giuro che non mi ero mai accorto di quanto questo lettore potesse dare a volumi di ascolto così bassi. Per esempio, ho sempre pensato che la consistenza dei bassi fosse per lo più una questione di volume e dei limiti psico-acustici del nostro udito, ma questo micro-pre mi ha fatto rivedere le mie opinioni. Se riesce a realizzare questo a basso volume, senza sbavature, e conservando pienamente il quadro tonale, allora riesce in quello che nessun altro preamplificatore che mi è passato per le mani prima d'ora è in grado di fare. Le "Quattro Stagioni" di Vivaldi sono state molto convincenti, così come l'energia elettrica pura dei Queen, ed i creadance clearwater revival erano ad un passo dalla presenza reale - davvero sconvolgente se si pensa che si tratta di una registrazione di quasi 40 anni fa. Allevi è stato un vero piacere da ascoltare, e l'ho fatto a volume davvero basso, sorprendendomi della quantità di dettagli e della consistenza fisica, quasi surreale, della musica. Bene - mi sono chiesto - se questo preamplificatore fa tali meraviglie a basso volume, cosa riuscirà a fare a volume di ascolto normale o al di sopra del normale? Nulla di meglio che provare per saperlo. Non avrei dovuto. A basso volume di ascolto l'avevo amato, ma dopo averlo ascoltato a volume più elevato non credo che riuscirò mai a restituirlo. Dovrò farlo, ovviamente, adesso proprio non ce la faccio a comprarmelo, ma credo sinceramente che la separazione sarà breve, (infatti oggi mi è arrivato il mio). A volume normale la musica, qualunque essa sia, raggiunge un presenza tale da farti credere di poterla toccare, quasi fosse un oggetto reale, fisico. Naturalmente non può essere una presenza fisica ma quanto al reale ci potete scommettere! Sarà meglio che mi fermi ora, altrimenti rischio di diventare retorico e stucchevole perchè questa piccola elettronica ha comunque dei difetti , ad esempio comprime molto se vengono utilizzati troppo le sue regolazioni , mi spiego meglio, “ se i potenziometri dei livelli Hi-Mid-Lo non sono a 0 la magia svanisce” ed il pre diventa un semplice mixer , come tanti altri… ma comunque il mio giudizio è molto positivo se consideriamo il prezzo di questo piccolo miracolo di casa Denon. PS. i cinesi stanno arrivando.... o meglio sono arrivati! Buon Natale
  12. el Chapulin

    Nuovo cdj from Denon Dj!

    Se riesce a fare anche il 75% di ciò che promette (senza menate s/w infantili come in passato)... allora il mercato finalmente si riapre.
  13. el Chapulin

    Test CDJ-2000 "Controllo assoluto"

    In effetti sarebbe interessante fare anche questo tipo di prova, io ho dei file in una usb che provo sempre ma ho l'impressione che tutti i player condividano l'algoritmo di conversione e correzione di errori nella riproduzione mp3... suonano praticamente tutti uguali e se proprio dobbiamo essere pignoli forse i migliori sino ad oggi sono stati il CDJ-850 ed il DN-S3700... (ed in passato il DMP-555)... ma parliamo sempre di piccole sfumature che riguardano l'ariosità e la trasparenza e poi la riproduzione de bassi (vero tallone d'Achille dell'Mp3).
  14. I prodotti Pioneer provocano opinioni contrastanti tra gli appassionati di hi-fi. C'è chi li considera economici e non impegnativi con una immagine da grande magazzino, e quelli che li considerano semplicemente fantastici dal punto di vista del prezzo. Nei fatti sembra che i prodotti Pioneer abbattano in maniera consistente le barriere dei costi e producano audio di qualità in misura maggiore rispetto a quanto uno si aspetterebbe per quella fascia di prezzo. Nel Campo delle elettroniche professionali per un decennio il CDJ-1000 (nelle varie edizioni) è stato unanimemente definito come lo standard industriale per antonomasia, in effetti le sue qualità sono sempre state osannate così come anche (attraverso le pagine di questo forum) le sue qualità soniche anche per via delle recensioni che di tanto in tanto pubblico per la Nostra comunità. Tralasciando le qualità che tutti conosciamo del CDJ-2000, parlo di quelle performance che tutti i deejay amano di questa macchina, mi sono tolto lo sfizio di provare questo lettore confrontandolo ad un vecchio CDJ-1000 (MK1… solo quello sono riuscito a raccattare in giro fra amici questo weekend) e poi come riferimento verso l’alto il lettore (questo esclusivamente Hi-fi) DV-939a sempre di pioneer. Del CDJ 1000 conosciamo tutto e sappiamo che è dotato di un grande calore-colore che incalza ed una pastosità musicale ricca ed articolata che riesce a muovere le montagne, ritmo a gogo, il CDJ-2000 invece è per mè un prodotto completamente nuovo, inizio con rendermi conto che pesa davvero poco (e questo mi preoccupa) ma è solo una mia affrettata considerazione… OK - ma come suona? Bene, questa è la sorpresa più grande di tutte. Anche se appena tirato fuori dal bag UDG, il CDJ-2000 suona in modo impressionante. Lasciatelo scaldare per un po' e fategli suonare qualche CD e tornate ad ascoltarlo. Troverete un dettaglio che non vi aspettereste da un lettore del genere. Questo diventa particolarmente evidente nelle complesse armonie della voce e nei lavori cameristici, ma in effetti si nota con la maggior parte dei generi musicali. Inoltre, tale dettaglio è proposto senza diventare troppo analitico o freddo. C'è uno spazio tra gli strumenti e le voci che vi permette di seguire chiaramente la linea di ogni singolo componente. All'inizio, mi sono chiesto se la riproduzione delle basse frequenze fosse un po' leggera. (il CDJ-1000 è più “ruspante” ha più colore e pastosità sul registro del basso e del grave) ma non era così, infatti era talmente pulita che si sente soltanto quello che immaginate si debba sentire - niente rimbombi artificiali, nessun eccesso, ma un basso ben articolato che si sente quando presente nel software. Questo rappresenta un traguardo notevole. Quando siamo in presenza di frequenze molto basse, il CDJ-2000 le ripropone senza difficoltà. Ero curioso di saggiare l'intervallo dinamico e la capacità di ricreare un'acustica coerente (assumendo che questa sia stata registrata in primo luogo), per cui ho iniziato ad ascoltare Diana Krall – All for You (Verve) 2005, questa registrazione ha una buona dinamica e può rappresentare un evento molto coinvolgente quando riprodotta con un buon impianto. E il 2000 non ci delude. Infatti, mi sono ritrovato presto ad ascoltare la musica e non il meccanismo che la riproduce. Ho provato ad ascoltare alcune voci impegnative - ho tirato fuori una registrazione di orchestre jazz e latinjazz di Poncho Sanchez registrazioni che possono apparire noiose e blandi con alcune macchine, ma il 2000 ancora una volta ci ha deliziati con il suo recupero dei dettagli e la sua abilità a separare le voci. La combinazione delle voci con i ritmi latini vi garantisce l'accendersi di un sorriso sul vostro viso. Il 2000 estrae le armonie vocali con un aplomb invidiabile. Anche il pianoforte è ben riproposto, permettendovi di apprezzare più le caratteristiche soniche dello strumento suonato, rispetto al "suono del pianoforte". Se i vostri gusti musicali sono la musica latina, il jazz ed il latin jazz con una certa ambienza allora il CDJ-2000 sarà eccellente per voi, ma ci sono altri lettori che sul dettaglio della registrazione sono “davvero” più avanti (DN-S3700). Se invece i vostri gusti sono più eclettici come ad esempio l’elettronica, la Disco l'Heavy-Metal, i pieni orchestrali, il blues elettrico e le voci passionali allora il CDJ-2000 dovrebbe essere nella rosa dei preferiti per chiunque. Non perdiamoci in chiacchiere. Il CDJ-2000 è un grande lettore CD (anche considerando il suo livello di prezzo). Il miglior complimento che posso fare a questo CDJ-2000 è che con esso mi sono divertito ad ascoltare un grandissimo numero di generi musicali. Non è questo alla fine che andiamo cercando? Non ne resterete delusi.
  15. Oramai sul mercato da tempo ho deciso di testare questo player della pioneer dal punto di vista sonico, il riferimento che ho utilizzato è l'impronta sonica molto marcata dei suoi predecessori (per intenderci CDJ-100S, CDJ-200, CDJ-400) scoprendo molte interessanti novità. Il CDJ-350 è un lettore CD pensato per il deejay evoluto, desideroso di comporsi una consolle con ambizioni professionali ad un prezzo ancora considerabile "consumer". Del classico prodotto pioneer di impostazione “CDJ-100” (per intenderci CDJ-100S, CDJ-200, CDJ-400) ha comunque tecnicamente abbastanza poco, nel senso che la costruzione è di un miglior livello industriale e così pure le finiture. Il prodotto è davvero valido tecnicamente, il CDJ-350 è un lettore CD che utilizza una conversione di tipo wide range legato link, fa uso di meccanica e servo-controlli proprietari, una buona sezione di alimentazione ed uno stadio d'uscita molto curato. Dispone di una uscita linea fissa con RCA ma non dell’uscita digitale coax (poco male per il tipo di player e l’utenza che presumibilmente gli abbinerà un mixer analogico), cavo d'alimentazione staccabile con vaschetta ad otto, davvero molto comoda. I comandi sono ridotti all'essenziale (in pieno stile pioneer) ma un tocco di novità lo concede il display con 2 righe alfanumeriche molto ben leggibile e la manopola jog finalmente più sobria e priva di quei giochetti luminosi in stile CDJ-400 (ed anche di giochi particolari e scricchiolii vari). Non è il solito lettore CDJ (CDJ-100S, CDJ-200, CDJ-400) commerciale in questa fascia di prezzo, lo si capisce subito appena comincia a suonare. Chi ancora sostiene che i lettori CD suonano tutti uguali dovrebbe ascoltare QUANTO diverso sia dalla media questo CDJ-350. I progettisti hanno cercato un'impostazione sonora molto particolare, tendente al morbido, per far dimenticare le asprezze digitali tipiche dei CDJ pocanzi citati. Dal punto di vista del marketing la mossa è perfetta: il CDJ-350 realisticamente va a sostituire, in consolle economiche, il classico CDJ-100S o il 200 ed anche il 400, dal suono metallico, asciutto e poco musicale. Di conseguenza la differenza rispetto a questi doveva essere molto marcata, in modo tale da non lasciar dubbi sull'effettivo upgrade effettuato. L'inganno commerciale è sul nome... quel numero 350 lascia il "pubblico" intimorito, come se passare dal CDJ-400 al 350 fosse un downgrade invece che un sensibile passo avanti... invece le cose stanno molto diversamente. Deejay alle prime armi, normalmente in grado di valutare soltanto "quanti bassi, quanti alti e quanti medi" riproduce un player, troveranno nel CDJ-350 il perfetto equilibrio ricercato: una gamma bassa profonda e pulita, una gamma media abbastanza suadente ed una gamma alta rifinita e mai pungente...insomma l'esatto opposto del tipico suono CDJ: basso poco profondo e gonfio sui 100 Hz, gamma media un po' indietro e poco pulita, gamma alta in evidenza e frizzante. Ad un orecchio un po' più smaliziato, però, non sfuggono alcune caratterizzazioni nel suono di questo lettore CD: il basso è pulito ed abbastanza profondo ma difetta un po' in articolazione e peso. La cassa della batteria appare sin troppo "educata". Pure l'estensione verso la prima ottava non emoziona più di tanto. Questo comportamento lo si ritrova poi in gamma medio-bassa dove le note più alte di contrabbasso e basso elettrico, pur chiaramente distinguibili, difettano in peso e sviluppo armonico. Passando alla gamma media troviamo quella nota dolce e rotonda che accarezzerà quelle cuffie massacrate dai mixer “famosi”. Ad un ascolto più attento, però, saltano fuori alcune cose in controtendenza, come un lieve accenno di metallicità su certe voci femminili ed una leggera mancanza di corpo. Si tratta di peccati veniali, certo, a fronte di una prestazione invero molto godibile e rilassante. In gamma alta ritroviamo quella nota dolce caratterizzante il suono di questo lettore, unita ad una buona capacità di analisi del programma sonoro, con molti dettagli che rendono l'ascolto sempre gradevole e mai affaticante. Complessivamente, questo CDJ-350 si dimostra interprete (più che grezzo esecutore) raffinato e personale, anni luce distante dai suoi predecessori che cercano di colpire più che accarezzare ed in grado finalmente di poter rivaleggiare con il DN-S1200 di Denon sino ad ora unico player professionale con una seria impostazione sonora. Che dire, il CDJ-350 è stato davvero una piacevole sorpresa.
  16. Il convertitore digitale analogico di casa pioneer (legato link conversion) ha una lunghissima storia. Dovete pensare che alla creazione del CDJ-500II e del CDJ-500S (fine anni 80';senza contare lo studio iniziato anni prima) pioneer adotto per la prima volta il convertitore ad 1 Bit DLC (Direct linear convertion) con tecnologia legato link, la tecnologia legato link in pratica aggiunge armoniche al segnale oltre i 20Khz (armoniche di 3a e 4a) per una estenzione ipoteticamente in grado di raggiungere i 40kHz (il CD si ferma generalmente a 20KHz), questa tecnologia rende più realistiche le riproduzioni (che all'epoca potevano in alcuni frangenti sembrare artificiose per la "freddezza digitale" dei lettori CD), la scelta di Pioneer fù dettata dal fatto che era "proprietario" di tale tecnologia (quindi non la divideva con nessuno.. Sony/Philips in primis), e perchè tale convertitore oltre ad avere una certa fama di "bensuonante" si prestava benissimo i fase di conversione all'adozione di tecnologie nuove e chiavi digitali come il Master Tempo (vero autentico successo della casa). Gli anni sono passati e il piatto riscaldato e magari re-impiattato viene riproposto immagino con una nuova filtratura, che rende il suono di questo convertitore migliore qualitativamente. PS. Sabato avrò forse a disposizione un CDJ-2000 per un intero week-end... sono curiosissimo di provarlo, naturalmente le mie aspettative soniche (come sempre) saranno proporzionali al prezzo del player...
  17. I dischi che ho utilizzato per l'ascolto del CDJ-350 sono stati nell'ordine: 1) Incognito - Surreal 2012 2) Incognito - Transatlantic RPM 2010 3) Diana Krall - Live in Paris 4) Chucho Valdez - New Conceptions 2003 5) Alexia Gardner - Jammin' (live in Shanghai) 2005 6) Jane Monheit - Surrender 2007 ...è inutile che vi ricordi che i dischi sono tutti originali, e che avvolte ascolto anche altre produzioni sempre sui generis... Il player di confronto è stato il DN-S1200 mentre il riferimento è stato il Pioneer DV-939A, l'amplificatore utilizzato è stato il Pioneer VSX-909R G con una coppia di Kef model 11 con cablaggi autocostruiti, ho ascoltato anche una coppia di Monito Audio BR 2 WN (davvero sorprendenti).
  18. Guarda, poi sono preferenze del tutto personali, ma ritengo che il Denon DN-S1200 sia un tantino più predisposto alla musica digitale, mentre il Pioneer CDJ-350 ha la forza espressiva giusta anche per della musica acustica... sono sempre sfumature ma io preferisco (anche per il genere musicale che propongo) la seconda. bye Ho provato il CDJ-850 in passato e davvero mi è piaciuto molto, puoi trovare una mia recensione nel forum scritta qualche tempo fa. Non ho mai provato (ne suonato) con il CDJ-900 quindi non posso darti delle indicazioni precise, posso però dirti che se l'850 è una versione semplificata del 900 allora le sue performance soniche dovrebbero somigliare molto.
  19. Per impronta sonica intendo le caratteristiche fondamentali che riscontro ascoltando alcuni particolari passaggi di alcuni dischi di riferimento (molto spesso di genere jazz e di registrazioni universalmente riconosciute come eccellenti) che contraddistinguono una categoria di prodotti. Ad esempio il CDJ-200 così come il suo fratello maggiore 400 adottano un convertitore legato link che li fa suonare praticamente uguali.. quindi con una accentuata enfasi a 100 Hz ed una innaturale frizzantezza in alto mentre il CDJ-100S utilizza un convertitore ad 1 Bit a conversione lineare diretta che pur mantenendo le caratteristiche dei primi 2 essendo un pochino più lento e meno critico riesce ad essere meno frizzante ed a mettere meno cromature al messaggio sonoro. Tutti e 3 lettori hanno comunque un suono molto simile, e per chi sa ascoltare è possibile riconoscerli anche senza sapere quale lettore sta suonando (magari non proprio quale dei 3 ma sicuramente uno dei 3) se ascoltati in una catena referance con una coppia di diffusori di riferimento ed un serio amplificatore. Questo intendo per impronta sonica, per esempio il CDJ-1000/800 con tutte le sue evoluzioni suona più o meno tutto allo stesso modo (mi sono sempre piaciuti suonano molto bene) pur avendo lo stesso convertitore dei modelli più piccini, ma queste macchine hanno una meccanica ed una componentistica assai diversa da un CDJ-400, mentre questo CDJ-350 si discosta da queste famiglie di player, sembra far parte di una nuova generazione di player doptati di un equilibrio e delle finezze tecniche migliori.
  20. Dal punto di vista estetico sono (secondo me) elegantissimi, specialmente in versione nera, hanno un aspetto molto meno "giocattoloso" che per esempio i CDJ-400, ma poi sono sempre gusti personali.
  21. Si esattamente così
  22. Ho confrontato il CDJ-350 al CDJ-100S ed al CDJ-400, poi ho confrontato il iCDJ-350 al DN-S1200, sempre e soltanto in modalità CD con dischi originali e specifici per questo tipo di test. Non mi piacciono (ma è una mia personale opinione) i suoni delle schede audio NI, in genere trattano in modo troppo glaciale ed inpersonale la musica "liquida".
  23. Visto che nessuno le ha citate ti consiglio vivamente di provare le DN-HP1000 di Denon, sono praticamente le Allen 53 (ma costano meno) hanno un arco in materiale plastico molto ben fatto eleggero (le stesse menbrane da 53 mm dell'Allen) isolano "troppo" ed una impostazione sonica più "matura" (meno sbilanciata sul basso) e con una spazialità ed una ricostruzione di profondità molto più ricercata di tante cuffie già citate, altrimenti HD-25 tutta la vita.
  24. Senza nulla togliere al protagonista della recensione, l'ampli NAD è di gran lunga meglio costruito e con un timbro incomparabile (mi piacerebbe vedere le sue foto interne confrontate con quelle da te pubblicate), il loro confronto tenendo presente i semplici dati di Targa è improponibile. L'ampli Phonic è un amplificatore da Club che poco si adatta ad una coppia di altoparlanti come i tuoi. Comunque è un'ottima scelta complimenti.
  25. el Chapulin

    Pioneer djm 850 nuovo mixer pioneer

    Scusate l'OT: Io principalmente opero in Italia, ma anche in Francia, quando suono in italia adopero anche il mio DM-MC6000 con il quale mi trovo abbastanza bene, certo avere con mè tutta la mia discografia mi fa sentire più sicuro ma portarmi dietro 300 CD (ORIGINALI) per fare una serata per me non è mai stato un problema, poi i limiti legislativi che ancora purtroppo sono poco chiari in alcuni paesi (forse anche la mia ignoranza) mi portano a non essere mai così tranquillo quando uso la musica "liquida", sarà un mio limite ma ci sono ancora operatori della SIAE che non conoscono perfettamente le norme che regolano questo nuovo modo di suonare, pensate all'omino SIAE di un paesello della calabria o della puglia... ma anche della toscana... Io suono salsa, la varietà di questo genere porta sia me che i miei colleghi ad operare con sottogeneri ed ere musicali molto varie (dal 70' ad oggi) quindi siamo principalmente noi a doverci caricare di dischi se vogliamo offrire un servizio di buon livello, in una serata suoniamo dai 40 ai 70 brani, difficilmente ci si ripete (io mai), datemi un esempio di genere musicale (escluso il Jazz ed affini) che impone al selector di avere una così grande varietà di musica nella valigia... che possa giustificare l'utilizzo di un display come il CDJ-2000 in una serata... se proprio hai bisogno di tanta musica e di cartelle da sfogliare allora utilizza un PC collegato ad un controller ed AMEN, per me tutto il resto non ha senso, avvolte ho l'impressione che il mercato professionale per DJ dia delle risposte a delle domande che non sono state mai fatte... Scusate ancora per l'OT
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